Arigato Tokyo, Au Revoir a Parigi

Ci ricorderemo un giorno di quante emozioni abbiamo vissuto in questi 17 giorni olimpici in terra nipponica. Dieci ori, dieci argenti, venti bronzi, quaranta medaglie. Sono numeri che fotografano il risultato trionfale della spedizione azzurra.

Come tutte le cose belle anche i Giochi olimpici finiscono e al momento dei saluti arriva il groppo in gola. Gli atleti scherzano e sorridono dentro lo stadio Olimpico, consci di aver vissuto un’avventura unica. Diciotto giorni fa il sentimento dominante era la preoccupazione, oggi nello stesso luogo si respirava molta più allegria. Da domani, quando pian piano, si tornerà verso casa, comincerà il momento dei ricordi e ci si renderà conto che i primi Giochi in un anno dispari, oltre ad essere quelli del record di medaglie conquistate dall’Italia e del trionfo di Marcell Jacobs nei 100 metri, sono stati anche quelli della rinascita dello sport dopo un anno caratterizzato da chiusure e restrizioni. È mancato il pubblico, ma le prestazioni tecniche sono state d’avanguardia. Gli atleti avevano voglia di gareggiare e lo hanno dimostrato dando il meglio di loro stessi.

Il presidente del Cio, Thomas Bach, attorniato da atleti in rappresentanza dei cinque continenti, dichiara chiusi i Giochi durante lo show conclusivo. Un’edizione complicata, ma che comunque è stata portata a termine, seppure nell’indifferenza e nello scetticismo della popolazione locale. I veri vincitori sono il Cio che ci ha sempre creduto e gli organizzatori che non hanno mollato quando invece la cosa più semplice sarebbe stata la rinuncia. Il fuoco si spegne, la festa finisce e ci si dà appuntamento tra tre anni. Arigato Tokyo.

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