Un mare di rimpianti per Rachele

Si è svegliata all’alba, ma ha perso il treno dell’oro, finito al collo della ventinovenne brasiliana Ana Marcela Cunha.

Ha nuotato per 10 chilometri, ma non ha bissato l’argento di Rio, stavolta appeso al petto dell’olandese campionessa uscente Sharon Van Rouwendaal.

Ha provato a resistere stringendo i denti, ma neanche per il bronzo, luccicante nella mano dell’outsider australiana Kareena Lee, c’è stata partita.

L’azzurra Rachele Bruni si è staccata dal gruppo di testa agli otto chilometri e ha concluso quattordicesima a 2’39” dalla vincitrice. “È stata una gara tirata fin dall’inizio, purtroppo ho sofferto il ritmo e ho faticato a restare nel primo gruppo quando si è staccato”, osserva la trentenne Bruni, aggiungendo: “Dopo lo strappo decisivo intorno ai sette chilometri mi sono accorta che non ne avevo. Avevo impostato la gara sulla Van Rouwendaal, cercando di non sprecare energie, ma evidentemente non ne avevo molte”.

Rabbia e dispiacere sono i sentimenti che prevalgono: “Avevo buone sensazioni alla vigilia. Avevamo lavorato bene. Purtroppo ho sempre accusato questo tipo di gare, con tanto ritmo sin dall’inizio è la temperatura dell’acqua alta. Ma non è una scusa. Le condizioni era uguali per tutte”.

Non è sempre festa tra le onde.

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