La Farfalla vola su un argento storico

La favola della Farfalla si chiude con il lieto fine. Vanessa Ferrari è splendida medaglia d’argento al corpo libero ai Giochi di Tokyo, riportando la ginnastica femminile sul podio a cinque cerchi dopo 93 anni. Nel 1928 ci riuscì la squadra, pertanto la Ferrari è la prima individualista azzurra a compiere l’impresa.

È un argento quindi che vale oro per una ragazza di 30 anni che aveva un conto aperto con il destino. Vanessa Ferrari aveva cominciato la sua avventura olimpica a Pechino nel 2008, presentandosi già da campionessa del mondo, ma venendo purtroppo sconfitta non dalle avversarie, bensì da un problema al piede che non le consentì di andare oltre l’undicesimo posto nel concorso generale. A Londra 2012 e a Rio nel 2016 aveva puntato tutto sul corpo libero, ma in dote aveva racimolato il piazzamento più difficile da digerire, quel quarto posto dal sapore di fiele. Nel 2017 al mondiale di Montreal si era frantumata il tendine d’Achille, un infortunio durissimo che avrebbe potuto abbattere chiunque, ma non lei, la Leonessa di Brescia che anno dopo anno ha costruito un esercizio perfetto per tentare la qualificazione ai Giochi di Tokyo. Ci si è messo di mezzo anche il Covid, ma Super Vany è stata più forte del virus, riuscendo non solo a strappare la qualificazione nel corpo libero, ma anche a mettersi a disposizione della squadra per il concorso generale.

L’allieva di Enrico Casella voleva chiudere la carriera con una medaglia a cinque cerchi, c’è riuscita racimolando in un esercizio perfetto un punteggio di 14.200, cifra superiore rispetto al 14.166 della qualificazione. Meglio di lei ha fatto soltanto la statunitense Carey (14.366), mentre a dividersi il bronzo sono state la giapponese Murakami e la russa Melnikova con 14.166. Guardando due atlete sul gradino più basso del podio la Farfalla si è rammaricata per quel bronzo che le fu negato a Londra 2012, quando stampò lo stesso punteggio della terza, che però partiva da una nota più alta. Non si sa se Vanessa andrà avanti o deciderà di ritirarsi. Di certo nella sua testa è rimasto un cruccio: non ha fatto risuonare l’Inno di Mameli. Appuntamento a Parigi 2023? La caccia all’oro potrebbe essere lo stimolo giusto per farla continuare.

Lascia un commento