Il piattello che fa la differenza

Nel tiro a volo un solo piattello può fare la differenza. Eppure il sapore di quella differenze può essere opposto. A Tokyo nello skeet Diana Bacosi ha perso l’oro per un colpo, eppure la trentottenne toscana – altra protagonista del nostro Sognando Tokyo – era contenta perché, dopo un anno di tribolazione a causa della pandemia, anche a un secondo posto si può attribuire il giusto valore.

Bacosi aveva già vinto cinque anni fa a Rio, avrebbe potuto riconfermarsi perché ha dominato la qualificazione, ma purtroppo la sua mira si è inceppata proprio nella decina conclusiva. Ha trionfato la statunitense Amber English ma mamma Diana aveva un sorriso di felicità.

Triste e scuro in volto era invece Gabriele Rossetti, che per un piattello ha fallito l’ingresso allo spareggio che ha messo in palio gli ultimi tre posti in finale. Anche il toscano aveva vinto cinque anni fa ed era uno dei favoriti della vigilia, al pari dello statunitense Hancock, che a Tokyo ha conquistato il suo terzo titolo olimpico dopo quelli di Pechino e Londra. A Rio Rossetti lo aveva battuto, qui lo yankee si è preso la rivincita. L’azzurro può recriminare per gli errori nella prima giornata di qualificazione. Troppo falloso per essere vero, Rossetti ha sbagliato di più rispetto ai suoi standard e la rincorsa nell’ultima tranche non ha portato frutti. A quota 121 il treno era ormai passato, sebbene sarebbe bastato salire a 122 per avere un’altra possibilità. È andato storto un piattello, che nel caso di Rossetti ha significato rabbia e delusione. Sentimenti opposti quindi in Casa Italia, con un piattello che è stato lo spartiacque tra la gioia e la delusione.

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